Sia nel libro sulla scomparsa di Federico Caffè (L'ultima lezione, Einaudi 1992), sia in Mistero napoletano (Einaudi, 1995), la storia di un gruppo di giovani comunisti, fra i quali lui stesso e Francesca Spada, che nel 1961 si toglie la vita, Rea procede col passo del cronista, annota e accumula dati, ra cconta anche sé stesso alla prese con l'indagine, ma poi varca i confini che il giornalismo gli impone e va in un territorio dove gli è più agevole mettere insieme i nessi, le cause, gli effetti, l'intimità delle persone e accedere a una forma di realtà.
Napoli e la propria storia personale dentro quella collettiva sono i luoghi di un'inesausta ricerca. Come molti intellettuali della sua e delle generazioni successive, Rea è attratto e respinto dalla città. Vuole che si sappia la verità su tante vicende che sono rimaste avvolte in un velo di ipocrisia e di reticenza. E non gli basta un solo libro, pur straordinariamente ricco, come Mistero napoletano. No, il suicidio di Francesca Spada e le avventure politiche e intellettuali di quei comunisti irriverenti che negli anni Cinquanta provarono a rompere, pagando un prezzo personale, la divisione in blocchi e i blocchi mentali a loro imposti, meritavano un romanzo distribuito in più parti. Un romanzo accurato e dolente.
Dopo Mistero napoletano sono venuti La comunista (Giunti, 2012) e Il caso Piegari (Feltrinelli, 2014) che recava un eloquente sottotitolo: Attualità di una vecchia sconfitta. L ì, in quel grumo di entusiasmi e di tragedie, si racchiude per Rea un senso profondo, il germe di tante questioni irrisolte e lui sente urgente la necessità di testimoniare quel che ha visto, che allora aveva intuito e che con la consapevolezza del poi acquista un'immagine meno sfocata.
Come sarebbero andate le cose per Napoli se si fosse rotto il dominio del sindaco-comandante Achille Lauro e se Napoli, con le sue basi militari e la presenza americana, si fosse potuta sottrarre al ruolo che le aveva dettato la divisione del mondo? E cosa sarebbe accaduto per il partito comunista e la sinistra intera se Francesca Spada e suo marito Renzo Lapiccirella non fossero stati emarginati come ingombranti sostenitori di una libertà di pensiero soffocata da ottusi stalinisti? E che vita e quali ricerche avrebbe condotto Guido Piegari, scienziato e medico geniale, se non fosse stato espulso perché critico nei confronti della politica meridionalista del Pci, scontando una tragedia esistenziale: la fuga da Napoli, l'instabilità nervosa che lo accompagna durante la tutta la vita, spentasi nel 2007?
Anche Napoli Ferrovia (Rizzoli, 2007) risente dell'indagine su quel passato, le cui conseguenze si leggono nelle vicende dei disperati e degli ultimi fra i quali Rea si muove cercando sempre i luoghi delle sue battaglie giovanili e rievocando un altro suicidio, quello dello scrittore Luigi Incoronato che si dà la morte un anno dopo Francesca Spada, e tre anni dopo Renato Caccioppoli, il grande matematico e riferimento culturale di tutta quella generazione. E persino La dismissione (Rizzoli, 2002), pur dedicato allo smontaggio dello stabilimento siderurgico di Bagnoli, avvenuto a metà degli anni Novanta, rinnova l'amarezza di una storia operaia conclusa, una storia che poteva avere solo quell'esito, ma che avrebbe anche potuto attribuire a Napoli un destino diverso, moderno e industriale.
Rea giornalista, Rea scri ttore. La cronaca e la letteratura. Una prosa limpida eppure nervosa. Una presenza civile, basti ricordare la generosa dedizione alla guida del Premio Napoli, che trasformò in un contenitore di tante, densissime iniziative. Un gran signore incapace di arrestarsi di fronte alla presunta realtà delle cose.
References
- ^ morto oggi a Roma all'età di 89 anni (napoli.repubblica.it)
- ^ letteratura (www.repubblica.it)
- ^ Mistero napoletano (www.repubblica.it)
- ^ Ermanno Rea (www.repubblica.it)
- ^ Federico Caffè (www.repubblica.it)
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