Per la prima volta l'esercito dell'ex gheddafiano Haftar, sostenuto dall'Egitto, è riuscito a sconfiggere le truppe leali al governo di Tripoli, determinando un ulteriore cambiamento all'interno del caos libico, già reso complicato dalla battaglia contro l'Isis.
Come an ticipa Repubblica oggi in edicola, l'Italia è pronta a schierare un contingente militare il Libia. Già a giugno il governo libico aveva chiesto all'Italia un supporto sanitario e, dopo le ricognizioni ultimate ad agosto[2], l'ok italiano potrebbe arrivar dopo la commissione Esteri e Difesa di domani. La decisione è arrivata in seguito alle ultime vicende che potrebbero determinare una nuova guerra civile.
Il governo italiano ha deciso di trasferire a Misurata un ospedale da campo, con 100 fra medici e infermieri e 200 paracadutisti della Folgore posti a protezione del nucleo. Il reparto dovrebbe essere posizionato nei pressi dell' aeroporto di Misurata dove si trovano già le forze anti Isis di Usa e Gran Bretagna. L'obiettivo dell'operazione sarà quello di costruire l'ospedale e svolgere un ruolo di protezione. Il passaggio parlamentare non sarebbe stato necessario, in quanto il dispiegamento delle forze italiane avverrà nel quadro di un'operazione umanitaria e militare già coperta dall'Onu, ma il premier Renzi ha chiesto al ministro della Difesa Roberta Pinotti di ottenere comunque il sostegno parlamentare poiché si tratta di una missione con risvolti politici e di sicurezza delicati.
L'Italia e il governo Sarraj hanno già concordato i dettagli dell'operazionee come dichiara la ministra Pinotti spiega che è necessario che l'Italia dia una mano per curare i "valorosi combattenti contro il terrorismo e contro l'Isis". Finora l'Italia ha aiutato l'esercito regolare libico fornendo aiuto sanitario in Italia o tramite l'invio di medicinali, "ora lo faremo lì" ha aggiunto la ministra.
Intanto, il presidente del governo di unità nazionale, Fayez al Sarraj ha annunciato la controffensiva per la ripresa dei porti petroliferi. Martin Kobler, inviato dell'Onu in Libia si è detto preoccupato per quanto sta avvenendo nella zona della Mezzaluna.
L'organismo esecutivo libico ha detto che la questione dei pozzi petroliferi deve essere esaminata con saggezza, nel tentativo di salvare vite umane e l'unità nazionale e il rappresentante della Camera dei deputati di Tobruk, Aqila Saleh, si pè complimentato con le Guardie petrolifere per non aver aperto il fuoco contro le truppe di Haftar e ha chiesto all'istituzione nazionale del petrolio di intervenire per proteggere i siti. Attualmente il terzo pozzo della zona, Zueitina, è ancora sotto attacco.
In mattinata è intervenuto anche Gentiloni che ha posto l'accento sulla necessità di un intervento italiano volto a consolidare i processi di stabilizzazione, mentre da Sinistra Italiana arrivano le prime critiche. Il capogruppo Arturo Scotto ritiene preoccupante la notizia dell'impiego di 200 paracadutisti.
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