Sabtu, 17 September 2016

Morto Padre Amorth all'età di 91 anni, il sacerdote esorcista per antonomasia più famoso al mondo - News Italiane

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"Vengo sempre più spesso a conoscenza che un numero crescente di persone, sacerdoti e laici, si presenta sulla stampa e in Internet come se si trattasse di miei stretti collaboratori" diceva padre Gabriele Amorth, forse l'esorcista più famoso del mondo, morto oggi a Roma all'età di 91 anni. E' morto nella giornata di ieri Padre Amorth, che soltanto un paio di mesi fa si lamentava del fatto che troppi usassero impropriamente il suo nome, nel tentativo di sfruttarne la popolarità e fare cassetta.

Padre Gabriele Amorth, sarebbe nato il 1 maggio 1925 e per lunghi anni ha svolto per tantissimi anni il mestiere di esorcista nella diocesi di Roma; il parroco sarebbe morto nella giornata di ieri nell'ospedale della Fondazone Santa Lucia, dove si trovava ricoverato da diverse settimane per complicazioni polmonari.A diffondere il messaggio della sua morte, è stato nella giornata di ieri il gruppo editoriale San Paolo, con cui il religioso ha pubblicato numerosi libri tra cui "Dio più bello del diavolo", considerato il suo testamento spirituale e umano.Nel 1985 padre Amorth venne nominato esorcista della diocesi di Roma da parte del Cardinale Ugo Poletti ruolo che lo ha reso celebre poi in tutto il mondo; poi come già anticipato, nel corso della sua carriera Don Amorth ha pubblicato diversi libri con il Gruppo Editoriale San Paolo tra cui "Dio p iù bello del diavolo", ovvero una confessione che spazia dal tema del bene e del male a quello della felicità e della speranza, fino a toccare argomenti come quello relativo al potere dei media, della Massoneria e delle sette.

Divennero famose anche alcune sue esternazioni sui politici, definiti "spinti dal diavolo, ed ancora "è il demonio che ha detto tempo fa il decano degli esorcisti, che suggerisce scelte economiche e finanziarie sbagliate per dividere ed impoverire i paesi.Prima di essere ordinato prete, il givoane Amorth prese parte anche alla guerra di liberazione ed a tal riguardo, nel coccodrillo di Famiglia cristiana si legge: "Rifiutandosi di rispondere alla chiamata alle armi della Repubblica di Salò, ancora diciottenne, aderisce alla lotta partigiana dove ricopre ruoli di responsabilità nelle brigate cattoliche di pianura a Modena, sua città natale.

I fascisti lo condannano a morte, ma riesce a scampare.Subito dopo aver partecipato alla guerra, capì di essere attratto dalla chiamata al sacerdozio ma nonostante tutto si iscrisse alla facoltà di legge e partecipò alla vita della Federazione universitari cattolici; in un secondo momento, seguendo l'esempio del padre avvocato, militante dell'azione cattolica e fondatore della sezione modenese del partito popolare, decise di impegnarsi in politica, sull'esempio di Giuseppe Dossetti, di cui aveva precedentemente seguito le lezioni di Diritto canonico in università.Venne chiamato a Roma dove poi diventò vice delegato del Movimento giovanile della Dc.

Si è spento all'età di 91 anni don Gabriele Amorth, sacerdote paolino ed esorcista della diocesi del Papa. Da diverse settimane era ricoverato all'ospedale Gemelli di Roma. Dotato di una penna brillante, è stato per molti anni direttore del mensile «Madre di Dio» e storico collaboratore di «Famiglia Cristiana», «Credere», Telenova c Radio Maria. Nel 1985 venne nominato esorcista della diocesi di Roma dal cardinale Ugo Potetti, ruolo che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Nel corso degli anni padre Amorth ha pubblicato numerosi libri, tra cui « Dio più bello del diavolo», suo testamento spirituale e umano: una confessione che spazia dal tema del bene e del male, a quello della felicità e della speranza, fino a toccare argomenti come il potere dei media, della Massoneria e delle sette.

CITTÀ DEL VATICANO «Quando cala la fede, aumenta la superstizione e il rischio è di cadere facile preda del Signore delle Tenebre». Don Gabriele Amorth lo ripeteva sempre a chi lo andava a trovare nella sua camera disadorna, piena di libri e di luce. Faceva riferimento all'aumento crescente di coloro che si rifugiano nelle pratiche occultiste, facendo ricorso a maghi e indovini, al malocchio, fino ad arrivare al satanismo e alle messe nere. La battaglia contro Lucifero e i suoi derivati è stato un impegno costante per questo religioso paolino nato a Modena nel 1925. Amorth è morto all'età di 91 anni ieri pomeriggio per complicazioni polmonari. Era considerato il decano degli esorcisti ed è stato consigliere di Papa Wojtyla in materia. Fu il cardinale Ugo Poletti, Vicario di Roma, nel 1985, a nominarlo esorcista della diocesi. In quel periodo parlare di lotta al demonio nella Chiesa era una sorta di tabù.«Abbiamo un clero e un episcopato che non credono più n el demonio, negli esorcismi, nei mali straordinari che il diavolo può dare, e nemmeno nel potere che Gesù ha concesso di scacciare i demoni» diceva il religioso. Padre Amorth si lamentava con i suoi superiori perché gli esorcisti erano pochi a fronte di una enorme mole di lavoro, e inoltre erano costretti a lavorare di nascosto, «come topi nelle fogne». In quel periodo stava crescendo l'attrazione verso la magia bianca, le pratiche dell'occulto, lo spiritismo. «I malefici sono di gran lunga la causa più frequente delle possessioni e dei mali procurati dal demonio: non meno del 90 per cento» ripeteva. Il diavolo, a suo dire, non andava mai in vacanza. Anzi. Proprio attraverso il ricorso alle pratiche occultistiche finiva per catturare nuove vittime. Grazie a lui negli anni Novanta fu attivata una rete di esorcisti, e in Vaticano furono anche riviste le preghiere di liberazione fino a che si fece largo una maggiore attenzione al fenomeno. Una decina di anni fa la Congregazione del Culto ha approvato una associazione internazionale sorta proprio su impulso di Padre Amorth, il quale era convinto che la specializzazione dell'esorcista andasse seguita, regolamentata, approfondita, per evitare sacerdoti pasticcioni e impreparati. Egli riteneva che la stragrande maggioranza di coloro che si rivolgevano agli esorcisti non fossero tutti posseduti. «Solo una minima parte lo è. Il resto si tratta di nevrosi o sofferenze di altro genere. Bisogna stare attenti a discernere caso per caso». Gli indemoniati esistono? «Si». La risposta che dava era perentoria. «La difficoltà è fare discernimento, non tutti hanno bisogno di un esorcismo».

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