Jumat, 16 September 2016

Pizzarotti: "Reintegratemi nel M5s" - Gazzetta di Parma

«Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo toglierò». E' decisamente un giorno fausto per Federico Pizzarotti. Il primo cittadino di Parma ha di che festeggiare vista la notizia della completa archiviazione dell'inchiesta che lo vedeva accusato di abuso d'ufficio per le nomine dei vertici del Teatro Regio di Parma.
Prima la Procura, poi il gip Paola Artusi, hanno riconosciuto l'iter regolare e, soprattutto, che «non c'è stata intenzionalità nell'attribuzione di un vantaggio» quando lui e il cda della Fondazione del teatro lirico parmigiano scelsero Anna Maria Meo come direttore generale dell'ente e Barbara Minghetti quale consulente di sviluppo. La vicenda era nata dall'esposto del senatore Pd Giorgio Pagliari che aveva chiesto alla magistratura di fare luce su due nomine arrivate per chiamata diretta dopo che un bando, che aveva coinvolto altri sette candidati, si era concluso senza esito.
Nella procedura, sia Procura che Gi p, non hanno riscontrato risvolti penali e così due giorni fa è arrivata la decisione del giudice sollecitata dalla Procura di Parma. Lo stesso provvedimento è stato preso anche per gli altri indagati. Fascicolo quindi definitivamente chiuso anche per l'assessore alla cultura del comune di Parma Laura Ferraris e per i tre membri dell'allora cda di Fondazione Teatro Regio Silvio Grimaldeschi, Marco Alberto Valenti e Giuseppe Albenzio.
La notizia dell'avviso di garanzia per la vicenda Regio, circolata nello scorso mese di dicembre, aveva esacerbato i rapporti, già tesi, fra il sindaco di Parma ed i vertici 5 Stelle. Per Pizzarotti arrivò la sospensione dal Movimento, provvedimento ancora valido nonostante il sindaco emiliano abbia presentato da molte settimane la propria memoria difensiva. La sua colpa per i vertici pentastellati era stata quella di avere taciuto per tre mesi la notizia dell'avviso di garanzia, tesi che Pizzarotti ha più volte rigettato.
Ed oggi, su questo tema, il sindaco è andato decisamente all'attacco. «Questa indagine, per i vertici nazionali del Movimento, era stata la scusa per il provvedimento di sospensione che noi continuiamo a definire illegittima - ha detto - ora noi ci aspettiamo che la sospensione venga sciolta ma questo da solo non basta: vogliamo subito un incontro a Parma per chiarire definitivamente la situazione». Perchè «è ora che vengano messi al centro le azioni e gli obiettivi e non i mezzi e le persone. Il Movimento deve tornare ad essere il luogo del dialogo e non quello delle beghe fra correnti per decidere il futuro candidato premier».
Candidato premier no, ma a diventare leader del Movimento Pizzarotti non nasconde di pensarci. «Ho dato solo la mia disponibilità a dialogare, a far riaprire il dibattito su temi importanti - corregge il tiro - Mi auguro che i tanti amministratori che, per paura, telefonano a me per lamentarsi e non protestano apertamente possano fi nalmente fare sentire la propria voce. Prima di tutto io devo comunque decidere se ricandidarmi o meno alla guida di Parma, perchè la mia città ha priorità su tutto».
Insomma, Pizzarotti oggi ha vinto la battaglia, ma la guerra con il Movimento resta ancora aperta. Intanto la magistratura continua ad indagare il sindaco emiliano per l'alluvione del torrente Baganza dell'ottobre del 2014 quando gran parte della zona sud di Parma venne invasa da fango ed acqua. L'accusa in questo caso è di disastro colposo. 

Fico: "Reinteigro? Decide Grillo"

"La procedura è ancora in elaborazione. Deciderà il garante del M5s che sappiamo essere Grillo". Così Roberto Fico (M5s) da Portici (Napoli) parla di Federico Pizzarotti che oggi si è visto archiviare il procedimento per le nomine per il Teatro Regio di Parma che hanno causato la sospensione del sindaco dai 5 Stelle.
Fico si è detto «contento che per Pizzarotti sia arrivata la archiviazione. Però - ha sottolineato - il punto non era l' avviso di garanzia ma la mancata comunicazione dell'avviso».

La "diretta" della conferenza stampa

L'aveva detto annunciando la convocazione d'urgenza di una conferenza stampa: «Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo toglierò». ed è stata così per il sindaco Federico Pizzarotti, che torna a parlare dopo l'archiviazione da parte del Gip del Tribunale di Parma della sua posizione per la vicenda delle nomine dei vertici del Teatro Regio. Quella accusa di abuso d'ufficio per cui era stato sospeso dal Movimento 5 Stelle e per cui è ancora in attesa di conoscere - oltre 100 giorni dopo - la decisione dei vertici. 

Ed è lui stesso a auspicare che l'archiviazione apra immediatamente la strada alla revoca della sospensione. "Era stata una decisione assurda. Ad ora nessuno dei membri del vertice del Movimento mi ha chiamato: dovrebbero essere contenti, ma nessuno fino ad ora si è fatto sentire. Ci aspettiamo che la sospensione venga sciolta ma questo non ci basta: vogliamo subito un incontro a Parma per chiarire definitivamente la situazione". 

«Il Movimento deve tornare ad essere il luogo del dialogo e non quello delle beghe fra correnti per decidere il candidato premier. Ricordo - ha detto, riferendosi al provvedimento di che lo riguarda - che stanno applicando una sospensione che non esiste e si sono inventati di sana pianta. Mi aspetto che vengano messi al centro le azioni e gli obiettivi e non i mezzi e le persone».
Ha poi escluso di voler puntare a fare il leader del Movimento. «Io mi sono sempre messo a disposizione degli altri - ha risposto a chi glielo chiedeva - prima però devo decidere se ricandidarmi o meno alla guida di Parma, perchè la mia città ha priorità su tutto».

"Ringrazio la magistratura -  ha continuato Pizzarotti - per aver agito velocemente". Il sindaco ha poi polemizzato apertamente con Pagliari, autore dell'esposto, e ipotizzato possibili azioni regali: "Il nome del Regio è stato abbinato ad atti illeciti".

L'archiviazione riguarda anche l'assessora alla Cultura Laura Ferraris e il Cda del Regio. "Mi chiedo se l'esposto non sia stato il tentativo di qualcuno di coprire il fallimento delle politiche altrui", ha attaccato Ferraris. E il riferimento è alla mancata legge per il Festival Verdi.  «Mi aspetto che questa notizia abbia la stessa enfasi che aveva avuto quella degli avvisi di garanzia perchè così la gente avrà ben chiaro che non siamo ladri come tutti gli altri politici».

Pizzarotti sulla sua pagina Facebook  ha risposto anche a un paio di utenti della Rete. A chi ha avanzato 'Quindi dovrebbe finire la sospensione, in teoria...', Pizzarotti ha replicato con un «La sospensione non era legittima neanche prima», mentre a chi ha scritto 'Nessun dubbio ma non toglierti nessun sassolino. La polemica non porta a nullà, il primo cittadino parmigiano ha replicato con un «Lo dica a chi non ha mai risposto». 

Pagliari: "La natura continua a non fare salti!"

Il Sindaco di Parma sembra avere molte qualità, che ne potrebbero fare un ottimo incantatore di serpenti. E conferma ogni volta queste potenzialità.

Sulla vicenda giudiziaria legata alla nomina del Direttore del Teatro Regio, non mi sono espresso al momento dei fatti e non mi sarei espresso neanche oggi, se il Sindaco non mi avesse "degnato" di attenzione.
Ho sempre sostenuto, infatti, che la vicenda, sotto il profilo politico-amministrativo, era gravissima, e che tale giudizio non era scalfito né scalfibile dalla questione penale.
"Tirato per i capelli", sono costretto a fare una breve riflessione.
Capisco l'entusiasmo del Sindaco per la chiusura dell'indagine a suo carico. Credo che, in nome della trasparenza, che tanto affascina e travaglia il M5S, il Sindaco potrebbe utilmente pubblicare il provvedimento di archiviazione.
Dissiperebbe così il dubbio, originato dalle notizie di stampa, che non si sia trattato di una assoluzione piena, ma che gli aspetti fondanti le mie critiche siano stati sostanzialmente confermati.
Dagli on-line, infatti, per deformazione professionale, deduco c he sia possibile che il GIP abbia riconosciuto sia l'irregolarità della nomina per aver messo da parte le risultanze della selezione pubblica e aver scelto direttamente la attuale direttrice, non ricompresa nella rosa, sia la sussistenza dell' "ingiusto vantaggio patrimoniale" (art. 323 c.p.), escludendo la responsabilità penale solo per la mancanza del dolo.
Se così fosse, verrebbe confermato, anche dal Giudice, il pasticciaccio del Teatro Regio e la responsabilità etica e politica resterebbe intatta.
Su queste premesse, sarebbe anche clamorosamente smentita l'accusa di piccolo cabotaggio rivolta a me. Accusa che, comunque, è sconfessata dai fatti e dalla situazione critica del Teatro e del Festival Verdi, per il quale è assolutamente essenziale il contributo che dovrebbe arrivare dalla approvazione della mia proposta di legge ormai al vaglio dell'aula del Senato.
Purtroppo, il piccolo cabotaggio è ciò che il Sindaco regala a questa Città, di cui continua a dimenticarsi, assorbito com'è dalle liti interne al M5S, dalla propria carriera politica e dal fascino delle cronache nazionali

Le reazioni: il gruppo consiliare M5s di Parma

"Non possiamo che esprimere soddisfazione riguardo l'archiviazione dell'indagine a carico del Sindaco Pizzarotti e tutto il CDA del Teatro Regio. Rivendichiamo con orgoglio di essere stati sempre al suo fianco, nonostante il fuoco incrociato che arrivava da più parti. Ma oggi, a indagine archiviata è doveroso ricostruire quanto accaduto.

Tutto è partito dal Senatore del PD Giorgio Pagliari che ha pensato di iniziare la sua corsa verso il tanto bramato scranno di Sindaco con un esposto in procura verso Federico Pizzarotti. Come a dire: ho così pochi argomenti politici che è meglio gettare un po' di fango. Come non ricordare le pesantissime parole, pronunciate l'indomani della notizia di indagine: "E' chiarissimo infatti che ha scelto chi gli è stato detto di scegliere" riferendosi alla nomina di Meo e Minghetti. Affermazioni pesanti, per le quali risponderà nelle sedi più opportune.

Il giudizio su una amministrazione spetta ovviamente ai cittadini. Ma credo che una riflessione i cittadini dovrebbero farla: che alternativa politica può essere chi come il PD - rappresentato dal Senatore Pagliari - crede di far fuori gli avversari a colpi di denunce? Quali argomenti può mettere in campo? Fino a dove è capace di spingersi chi mette la propria carriera personale davanti al bene di un patrimonio di noi tutti come il Teatro Regio?

Infine ringraziamo tutti i cittadini che, al di là della fede politica, ci hanno detto di andare avanti, di portare a termine il nostro mandato e di non farci influenzare da esposti pretestuosi. E' per loro che continuiamo a lavorare ogni giorno."

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