Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sulla terribile vicenda sembrerebbe che una pioggia di fulmini si sia abbattuta su un piccolo parco pubblico sito nella via Alberto Guglielmotti ovvero nella zona Ostiense quando all'improvviso i due passanti sopra citati, che si trovavano in tale luogo, sono stati colpiti in pieno dalla scarica elettrica e per questo motivo trasportati in ospedale e, per essere più precisi, il primo ovvero il ventinovenne è stato accompagnato presso l'Ospedale San Camillo mentre invece il secondo, e quindi l'uomo di 44 anni, è stato trasportato anch'esso con estrema urgenza presso l'Ospedale Sant'Eugenio.
All'arrivo dei soccorsi i due uomini non erano coscienti e subito dopo il loro arrivo in ospedale i medici li hanno subito soccorsi nella speranza di salvare loro la vita. La tragedia è accaduta nel pomeriggio e precisamente poco prima delle 17,00 e intorno a quest'orario altri frequentatori del parco pubblico sito nella via Alberto Guglielmotti sono subito intervenuti lanciando l'allarme ma ecco che, nonostante il tempestivo intervento dell'auto-medica e di due ambulanze arrivate con urgenza sul posto, le condizioni di salute dei due giovani uomini sembrano essere piuttosto gravi. Alcune indiscrezioni rivelano inoltre che, proprio in seguito al temporale che nella giornata di ieri si è abbattuto sulla città di Roma i due uomini avrebbero cercato riparo sotto degli alberi ed ecco che proprio in quel momento la saetta li ha raggiunti scagliandoli a terra con violenza. Alcuni testimoni che si trovavano sul posto e che hanno avuto modo di assistere alla vicenda hanno precisato che è da considerare un vero e proprio miracolo il fatto che, in quel momento, non vi siano stati molti bambini nel parco ed inoltre sembrerebbe anche che il fulmine abbia bruciato i vestiti indossati dai due uomini feriti.
Quando si verificano delle giornata di intenso maltempo è opportuno prestare attenzione ai luoghi frequentati e soprattutto ai luoghi dove si cerca riparo in quanto quando si viene colpiti da un fulmine si rischia davvero molto. Il fulmine può provocare gravi danni come ustioni ma anche arresto cardiaco se passa per il cuore. Se invece il fulmine passa per i centri nervosi oppure ancora respiratori allora può causare arresto respiratorio portando addirittura alla morte. Non ci rimane che attendere aggiornamenti sulle condizioni di salute dei due uomini sopra citati, nella speranza che le loro condizioni di salute possano presto migliorare.
Un albero squarciato, un buco nella terra, intorno frammenti di legno e di tessuto bruciacchiato. Un fulmine cade in un parco e ferisce quattro amici, uno è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale San Camillo. Gli fanno un massaggio cardiaco per rianimarlo, quando arrivano i soccorsi del 118 non respira più e lo portano in ospedale intubato. La comitiva stava giocando a polo-bike nel campo di pattinaggio del parco Arena – prima si chiamava Brin – in via Alberto Guglielmotti, alla Garbatella. Una pioggerellina leggera comincia a venire giù nel pomeriggio, qualche tuono. Gli amici decidono di andar via, stanno prendendo i loro zaini poggiati su una panchina sotto l'albero quando vengono colpiti dal fulmine.
Un profondo spacco sul legno dell'albero, attraversa in verticale il tronco. La violenza del lampo è tale da disintegrare la corteccia e scaraventare ovunque schegge di legno. Sul campo di pattinaggio ci sono tanti pezzetti di tronco e brandelli di t essuto anneriti. «Ecco, ce n'è un altro qui e uno laggiù», la gente cerca segno del fulmine nel parco che si affaccia su piazza Brin. Sotto l'albero c'è una panchina di legno tinta di bianco, è lì che la comitiva di giocatori lascia gli zaini. Primo pomeriggio, ancora i cielo è quasi libero dalle nuvole e niente fa pensare all'acquazzone che si scatenerà a breve.
Il gruppo di amici è lì per allenarsi, giocano tutti a polo-bike, le stesse regole del polo solo che al posto dei cavallo c'è la bicicletta. Fanno parte dell'associazione Roma Polo-bike, hanno recuperato quel campo di pattinaggio da tempo abbandonato. Nel parco li conoscono tutti. «Ero appena andato via e li avevo lasciati lì», racconta un amico. «Cominciava a piovere, ma una pioggia leggera leggera. Ho sentito un boato e mi sono spaventato. Sono tornato indietro. Stefano era a terra, stavano cercando di rianimarlo». Stefano Ma- setti, 29 anni, originario di Treviso, è il ferito più grave. Il fulmine lo colpisce in pieno e gli provoca un arresto cardiaco, un amico gli fa subito un massaggio al cuore e lo salva. Quando arriva l'ambulanza del 118 non respira più, lo portano all'ospedale San Camillo in codice rosso, le sue condizioni sono critiche, ha riportato anche ustioni. Uno degli altri giocatori, Marco Flori, 44 anni, viene scaraventato a terra dal fu lmine, è ricoverato al Sant'Eugenio con contusioni alla testa e alla spalla. «Abbiamo sentito la sua voce al telefono, sembra un poco intontito ma ci siamo tranquillizzati – dice Alessandro, uno degli amici del Roma Polobike – siamo preoccupati per Stefano, non ci danno notizie». Altri due che erano al parco quando è caduto il fulmine restano lievemente feriti e si fanno curare al pronto soccorso del San Camillo.
Se c'è un temporale con molti fulmini, «la prima cosa da fare è cercare di allontanarsi dai punti più elevati, comprese piccole colline, terrapieni o strutture artificiali particolarmente alte: tutte cose che possono attirare una saetta». Walter Milan, 31 anni, della direzione nazionale del Soccorso Alpino, reduce dal terremoto di Amatrice, ritiene che «seguendo le buone regole certi incidenti possono essere evitati». «Poi è ovvio – dice – che la fortuna e la sfortuna giocano sempre un grosso ruolo. Vanno evitagli alberi isolati sotto i quali può venire spontaneo ripararsi. Al contrario va bene il bosco fitto. In quel caso il fulmine va a prendere le punte più alte e nella boscaglia quindi ci si trova al sicuro».
Ma ci sono altri accorgimenti. Alcuni non istintivi. «Un altro segreto – continua Milan – è cercare di isolarsi dal terreno. Ad esempio se si ha uno zaino ci si può sedere sopra a cavalcioni e la stessa cosa si può fare con una giornale, un cartone o del nylon. Sono tutti materiali che isolano dal terreno e quindi forniscono un riparo formidabile. In emergenza, se proprio non si ha niente, l'unica cosa che può essere fatta è ripararsi sui propri vestiti dopo esserseli tolti». Un punto assolutamente sicuro dove ripararsi è l'automobile. «Le gomme – prosegue Milan – la isolano dal terreno e la struttura crea una gabbia inattaccabile dai fulmini. Invece bisogna fare molta attenzione, se ci si trova a a casa, a sostare davanti a porte aperte verso l'esterno magari con il pavimento bagnato perché l'energia del fulmine può percorrere diverse decine di metri. Restare su un uscio aperto a guardare fuori il temporale è estremamente pericoloso».

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